Preparato in occasione dello shabbat ebraico, il challah che può sembrare un semplice pan brioche, e forse oggettivamente lo è, in realtà è un pane ricco di simbolismi religiosi. Sin dall’inizio della sua realizzazione, ogni movimento, ogni intreccio è un rito.
Riuscire a descrivere tutto ciò che orbita intorno a questo pane è un po’ difficile. Ma ritengo sia fondamentale conoscere ed approfondire alcuni passaggi importanti, come rispetto per una cultura così affascinante e misteriosa.
La storia del challah
Prima di ogni cosa, devi sapere che il termine challah deriva dalla parola ebraica chalal, che vuol dire perforare o fare un buco. Termine utilizzato non per identificare il pane, ma il rito che in passato gli ebrei effettuavano, donando una porzione del pane all’altare sacro, definito decima del pane.
Ma approfondiamo questo concetto dopo.
Il challah viene sempre preparato il venerdì sera per essere consumato durante i pranzi del sabato o delle feste sacre, escluse le feste pasquali. In queste occasioni, a tavola vengono portate sempre due challah coperte da un telo bianco, come simbolo della doppia razione di manna ricoperta dalla rugiada mattutina, che Dio elargì agli ebrei bloccati per quarant’anni nel deserto.
Gli ingredienti si e no della challah
La preparazione del challah, questo pane bianco molto soffice e adatto sia per accompagnamento dolci che salati, non è per niente complessa.
Gli ingredienti sono farina, acqua, lievito, olio, zucchero, sale e uova, le cui dosi variando possono creare gusti diversi.
Devi sapere, se si vuole rispettare la ricetta in pieno, che bisogna fare attenzione all’uso degli ingredienti.
Come ad esempio il latte o il burro, che nel rispetto delle tradizioni ebraiche, non possono essere consumati se durante il pasto è prevista carne. Vengono quindi sostituiti con acqua e olio.
Le uova, sul quale sembra ci siano delle opinioni contrastanti, possono essere usate secondo alcuni accorgimenti. Come spiega l’autrice di “Rosso Rimmon” la nota importante sull’uso delle uova e che non contengano tracce di sangue. La minima presenza di sangue nell’impasto lo comprometterebbe, e quindi verrebbe buttato. Per evitare ciò, ogni uovo viene aperto in un recipiente a parte per controllare la presenza o meno di tracce di sangue, prima di unirlo all’impasto.
La forma del challah
Come penso già saprai la forma tradizionale del challah è una treccia i cui capi possono variare nella quantità ed arrivare fino a 12. Ma sai che ogni intreccio ha un suo significato?
L’intreccio a 3 capi indicano pace, verità e giustizia.
L’intreccio a 4 capi indicano l’amore e le braccia incrociate degli innamorati ed infine la treccia a 12 capi o servire due trecce a 6 capi indicano le 12 tribù d’Israele.
La decima del challah
La decima del pane è quella porzione d’impasto del challah che veniva, offerta in passato a Dio, attraverso i sacerdoti del tempio. Una volta che i tempi vennero distrutti, per mantenere attivo questo rito, dopo aver impastato la challah veniva, e viene tutt’oggi, prelevato un quantitativo del pane circa 30 g benedetto e bruciato.
In passato era importante che però l’impasto del challah fosse realizzato solo con farina d’avena, di grano, d’orzo o spelta. Gli impasti realizzati con farina di riso o di piselli, venivano considerati impasti inferiori.
Inoltre anche il peso della farina usata è importante.
Se l’impasto contiene meno di 1,200Kg di farina, non deve essere prelevato nessuna porzione per l’offerta, se supera il peso di 1.200Kg viene prelevato l’impasto ma non avviene nessuna benedizione, concessa solo agli impasti superiori a 1.600 kg.
«Benedetto tu sia Signore, nostro D-o re dell’universo, che ci hai santificato con questo comandamento, e ci hai comandato di separare la challah».
Dopo la benedizione vengono prelevati i 30g d’impasto avvolti in un po’ di carta stagnola e bruciata.
Il consumo del challah
Un ultima nota d’importanza e il consumo del challah. Una volta pronto e portato a tavola coperto con il telo bianco, viene benedetto prima di essere consumato. Questo atto di benedizione equivale alla benedizione di tutto il pasto.
Il challah viene poi spezzato con le mani, e non tagliato con coltelli simbolo di violenza. E prima di iniziare il pasto piccole porzioni di vengono intinte nel sale e mangiate.
Questo perché il sale è ritenuto il condimento fondamentale di tutti i cibi, era anche l’ingrediente fondamentale nei sacrifici del passato. Tutti questi passaggi vengono effettuati come simbolo della cerimonia che in passato veniva realizzata attorno all’altare sacro.
Conclusioni
Queste sono solo alcune delle regole e dei significati simbolici che vi sono attorno a questo pane sacro, ma mi fermo qui.
I mio vuol essere come ti dicevo solo una conoscenza personale, Se vuoi praticarle o no questo dipende da te. Ma per la realizzazione dei mie challah, ho ritenuto giusto rispettare l’uso degli ingredienti richiesto. Se no non sarebbe stato un challah. Se ti va di approfondire ancora meglio la storia di questo pane sul web puoi trovare tanti articoli interessanti su siti ebraici qui ti lascio due link che ho trovato abbastanza esaustivi. ( Chabad.org e Burro e Miele).
Ed ora metti le mani in pasta .
Se hai voglia di scoprire altre ricette della tradizione ebraica , vai qui.

Challah
Ingredienti
- 250 g di Farina 0
- 250 g di Farina 00
- 12 g di lievito fresco o 3g di lievito secco
- 75 g di Olio di semi
- 20 g di zucchero semolato
- 200 ml di acqua circa
- 1 uovo + 1 tuorlo facoltativi entrambi
- 5 g di sale
Istruzioni
- Versa le farine setacciate in una bull, aggiungi l'acqua con il lievito sciolto, lo zucchero e l'olio. Inizia ad amalgamare e poi aggiungi il sale ed eventualmente l' uovo. Lavora fino ad ottenere un panetto morbido e compatto. Lascia lievitare coperto per circa 2/3 ore.
- Dividi l'impasto in due panetti, e ogni panetto in 3 cordoncini più stretti alle punte, e più salsicciotti al centro di circa 30 cm. Intreccia( spennella con l'uovo se preferisci, io non l'ho fatto), copri e lascia lievitare altri 30 minuti. Inforna a 180° per 30 minuti , forno statico.